giovedì 7 giugno 2012

RACCONTAMI: L'amicizia è la nostra forza






















Nella foresta del Fuoco Ghiacciato, regnava una pace insolita. Si sentiva il fruscio delle foglie che, spinte dal vento, andavano  a ritmo con il soave cinguettio degli uccelli festosi. Era primavera, per cui molti scoiattoli gironzolavano quietamente.
“Guarda!” disse Gaia, la mia migliore  amica.“Entriamo in quel paese lì! continuò, indicando un cartello che precedeva una grande piazza. Ci precipitammo e notammo solo una strana casetta tutta colorata. Bussammo e  una voce argentina disse, da dietro alla porta: “Chi è ? Abbiamo già acquistato il giornale !”. Ridemmo per qualche secondo e , poi , dissi :” Buongiorno, siamo turiste, vorremmo…”. Mentre parlavo, la porta si aprì e non potemmo credere ai nostri occhi: davanti a noi c’era un elfo dal cappello arancione, come il suo abito. “Entrate pure, io sono Lavinia”. Facemmo come disse. Poi continuò: “ Ma come vi chiamate, straniere ?” , guardandoci maliziosamente. “Io sono Anna, mentre  lei è Gaia” dissi, ma mi fermai perché, quando pronunciai il nome “Gaia”, dai suoi occhi trasparve un senso di terrore. “ Mio marito sa cosa fare con voi, spie della grande maga!” disse, poco prima di urlare :” Bufus! Bufus! Spie! Spie!”. Volendo calmarla, Gaia disse:“ Siamo turiste, ma chi è questa maga?É pericolosa? Perché ne avete così paura?”.  Forse notò qualcosa in noi e disse :“ Lei tormenta questo paese perché le piace fare la cattiva, soprattutto adora causare discordia e  in questa piccola città c’era riuscita  ma, grazie alla mia magia, siamo salvi!”. Subito arrivò il suo coniuge dall’abito e dal cappello viola, dicendo: “Noi siamo troppo piccoli per sconfiggerla, ma voi siete grandi e grosse, ce la potete fare! Vi prego!”. Allora rispondemmo che  ci avremmo pensato.
Facemmo una passeggiata lungo la città : notammo che tutte le case erano grigie e brutte alla vista. Arrivati in una piazza in periferia, notammo una signora con gli occhiali fucsia e i capelli color castano chiaro, raccolti in una coda di cavallo. Sembrava bella, ma nei suoi occhi si celava uno sguardo cattivo come il suo cuore. Chiacchierammo per un po’ di tempo su cose vane, poi ci disse: “Facciamo qualche magia!”. Allora iniziammo a trasformare degli oggetti, come panchine, in abiti e costumi, o in macchine. Piano piano ci avvicinammo verso la casa degli elfi Bufus e Lavinia. Tutto ad un tratto,  la Strega Gaia, ma noi non sapevamo lo  fosse, sfondò la porta di quella casetta colorata e rapì Bufus, scomparendo come per magia.
“Cosa avete fatto? Giocavate con la Strega!”disse Lavinia un po’ arrabbiata e altrettanto preoccupata “Ci conviene andarlo a trovare!”. Ci incamminammo verso la  foresta, ma un fortissimo vento ci  venne addosso; allora la mia amica Gaia aprì lo scudo e riuscimmo ad attraversarla. Animali pericolosi ci vennero dietro, alberi animati che lanciavano rovi infuocati  e  molte altre prove ci vennero poste, ma usando le nostre forze riuscimmo ad arrivare al castello fantasma. Inizialmente non lo vedemmo, ma usando la magia di Lavinia riuscimmo a scorgerlo.
Lei era lì e l’affrontammo: a colpi di bacchetta magica e cappelli fatati la sconfiggemmo, facendola diventare buona; l’amicizia fu l’arma più forte che usammo. Tutto si concluse bene: Bufus fu salvo e la strega divenne solo un’altra Gaia.  (A.C. - 1a E)

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